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Licenziamento verbale: cosa devo fare?

Il tuo datore di lavoro ti ha licenziato cacciandoti dal posto di lavoro e magari successivamente contestando la mancata presenza sul posto di lavoro? Queste condotte sono illegittime e consentono al lavoratore di ottenere la reintegrazione sul posto di lavoro oppure un risarcimento.

Cosa dice la Legge?

Ebbene, dal punto di vista prettamente giuridico, il licenziamento verbale (oppure orale) è vietato dall’art. 18 Legge n. 300/1970. Questo articolo, oltre a rendere illegittimi i licenziamenti discriminatori, comminati nelle vicinanze del matrimonio ed altri, fa espressamente riferimento al licenziamento effettuato oralmente, consentendo al lavoratore di ottenere una tutela reintegratoria o risarcitoria.

Nel dettaglio, nel caso in cui il lavoratore dovesse ricevere il licenziamento verbale e dunque essere allontanato dal posto di lavoro, avrebbe diritto ad ottenere la reintegrazione sul posto di lavoro, obbligando quindi il datore di lavoro a riammetterlo all’interno dell’azienda oppure, nel caso in cui il lavoratore ritenga questo non più possibile, optare per il risarcimento del danno. Quest’ultimo, omnicomprensivo (e quindi senza anche il pagamento dei contributi) viene quantificato in 15 mensilità, da calcolare sull’ultima retribuzione globale di fatto, quindi il lordo ed ogni componente FISSA presente in busta.

Cosa devo fare se ricevo il licenziamento orale?

Come già sottolineato, risulta di cruciale importanza opporsi a suddetto licenziamento. In questo caso, dunque, è bene inviare il prima possibile all’azienda dalla quale si è stati licenziati verbalmente una PEC o una raccomandata contenente:

  1. L’opposizione formale al licenziamento verbale contestando quanto attribuito quale motivazione allo stesso qualora necessario;
  2. Inserire la propria disponibilità a tornare sul luogo di lavoro per adempiere ai propri obblighi contrattuali.

In questo modo, il datore di lavoro è obbligato a consentirvi il rientro salvo l’opposizione allo stesso.

E se non mi fanno tornare al lavoro?

Ebbene, in questo caso la via maestra è interpellare un avvocato per effettuare il ricorso al Giudice del Lavoro competente per territorio. Necessario è però tenere a mente che, la Cassazione, con sentenza n. 26407 del 7 settembre 2022, ha sostenuto che sia onere del lavoratore provare l’avvenuto licenziamento verbale. Questo orientamento giurisprudenziale che si è visto essere precedentemente altalenate, oggi è diventato ormai prassi dei tribunali di tutta Italia.

Di fatto, la strada giudiziaria è, ahimè, percorribile solo ove vi possano essere testimoni o documenti, quali conversazioni WhatsApp, che provino l’accaduto. In caso contrario, invece, la strada del Tribunale risulta essere ostica.

Nella realtà però, sempre la Cassazione ammette più volte che la prova del licenziamento verbale possa essere data anche mediante comportamenti concludenti del datore di lavoro. Questi ultimi altro non sono che azioni del datore che dimostrino, per presunzione, la volontà al licenziamento del dipendente. Tra questi si possono trovare le minacce, il blocco dei contatti, l’assunzione di personale per coprire la posizione vacante ed altri ancora.

Conclusioni:

In conclusione e visti tutti i pro ed i contro di un’iniziativa giudiziale, il consiglio migliore è quello di addivenire ad una soluzione stragiudiziale, assistiti da un avvocato e innanzi ad un organo sindacale. In questo modo, oltre ad evitare i lunghissimi tempi della giustizia italiana, si otterrebbe un risultato CERTO, magari inferiore al massimo previsto dalla legge, ma comunque con un ben minore dispendio di energie e denaro, non dovendo sostenere le spese del giudizio che potrebbero essere poi compensate dal Giudice.

Il nostro consiglio è quello di contattare immediatamente un esperto oppure i nostri uffici, così da ottenere tutti i chiarimenti del caso e la giusta tutela legale, sia essa per la reintegrazione sul posto di lavoro o il risarcimento del danno. Inoltre, avere delle numerose prove a sostegno del licenziamento rende inconfutabile la condotta e, quindi, scontato l’esito del processo a favore de lavoratore. Munirsi di testimoni, messaggi WhatsApp o, banalmente, della raccomandata di impugnazione del licenziamento, consente di avere un enorme vantaggio in tal senso anche se, nei processi, nulla è scontato.

6 risposte a “Licenziamento verbale: cosa devo fare?”

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