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Cartelle di pagamento per crediti prescritti: si devono pagare?

In tempi recentissimi, la Corte di Cassazione è tornata a pronunciarsi sul tema della prescrizione delle cartelle di pagamento notificate dall’Agenzia delle Entrate al contribuente. Appare frequente, infatti, che l’ente della riscossione notifichi al cittadino intimazioni di pagamento per crediti che risultano essere prescritti ormai da anni… In questi casi come ci si deve comportare?

Proprio sul tema, poche ore fa ha fatto luce la giurisprudenza di legittimità che, con la nuova ordinanza n. 28706/2025, ha chiarito come la mancata impugnazione dell’intimazione di pagamento notificata comporti la perdita del diritto del contribuente di far valere l’intervenuta prescrizione del credito.

A titolo esemplificativo, si rammenti che i crediti per le imposte dovute allo Stato (IVA, IRPEF, IRES) si prescrivono nel termine ordinario di dieci anni (eccezion fatta per alcuni casi particolari, come l’IMU o la TARI, che invece si prescrivono in cinque anni). Ciò vuol dire che, laddove venga notificata nel 2025 una cartella di pagamento avente ad oggetto crediti derivanti da IRPEF in riferimento all’anno 2010 e notificata per la prima volta nel 2012, ecco che detto credito risulterebbe essere largamente prescritto e quindi da non pagare.

A ciò, si badi bene, il contribuente dovrà pur sempre controllare che nel corso del periodo decennale necessario a far valere la prescrizione (nel nostro esempio, tra il 2012 ed il 2022) non gli siano mai stati notificati dall’Agenzia delle Entrate avvisi o intimazioni di pagamento contenenti quel credito, poiché questi ultimi agiscono chiaramente come atti interruttivi della prescrizione.

In virtù di tale controllo sarà comunque onere del contribuente impugnare l’intimazione di pagamento, rilevando come sia già intervenuto il termine decennale di prescrizione. In caso contrario, ovvero nell’ipotesi di silenzio del ricevente, egli non potrà più far valere la prescrizione e la sua inerzia dovrà essere interpretata quale silenzio-assenso alla cartella di pagamento. Per l’effetto, in tale ipotesi, il contribuente sarà obbligato ad adempiere quel credito, anche se largamente prescritto.

Dott. Matteo Milanesi

2 risposte a “Cartelle di pagamento per crediti prescritti: si devono pagare?”

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