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Deepfake: Diritti, Libertà e Sanzioni ai Creatori

Non sono nuove alla cronaca i deepfake di persone famose, tra le tante quello del Primo Ministro italiano Giorgia Meloni, ritratta in abiti intimi nel letto. Ebbene, l’Unione Europea è già intervenuta in merito con numerosi interventi normativi i quali, evidentemente, non hanno sortito gli effetti sperati. In punto, anche il GPDP è intervenuto più volte evidenziando la necessità di mettere un freno a queste pratiche le quali, se non controllate, rischiano di ledere in modo irreversibile i diritti e le libertà di numerosi soggetti.

Nello specifico, il Garante per la protezione dei dati personali ha già adottato un provvedimento di avvertimento nei confronti degli utilizzatori di servizi basati sull’intelligenza artificiale, come Grok, ChatGPT e Clothoff, quest’ultima piattaforma già destinataria di un provvedimento di blocco completo nell’ottobre 2025, e di numerosi altri servizi analoghi online, raggiungibili da chiunque, i quali consentono di generare e condividere contenuti a partire da immagini o voci reali, arrivando, addirittura, a “spogliare” le persone (questo il caso di Clothoff, come dice il nome).

La diffusione mediante social o, comunque, con supporti informatici, di queste immagini e/o video, oltre a ledere l’immagine del soggetto interessato al DeepFake, determinano inevitabilmente, oltre a fattispecie di reato previste dal nostro Codice penali, anche gravissime violazioni dei diritti delle persone coinvolte; danni questi i quali, nella maggior parte dei casi, risultano essere irreversibili attesa l’inesistenza di un vero e proprio diritto all’oblio informatico.

Il Garante con il provvedimento richiamato pocanzi non ha ritenuto di dover vietare l’utilizzo di tali sistemi informatici, forse anche per la loro importanza e per i benefici che possono creare, bensì si è limitato ad un ammonimento alle software house produttrici. Invero, è stato richiesto a quest’ultime di sviluppare e rendere disponibili applicazioni e piattaforme in modo tale da garantire che gli utenti possano utilizzarle nel rispetto della disciplina privacy e senza ledere i diritti di soggetti terzi.

Il GPDP ha infatti sottolineato come sia facile, in molti casi, l’utilizzo illecito di immagini e voci di terzi soggetti in assenza di qualsivoglia consenso di questi ultimi. L’auspicata soluzione è, dunque, consentire comunque il libero accesso a simili software, per così garantire un possibile avanzamento informatico, andando però a normare o, comunque, limitare l’utilizzo di immagini, video o audio di soggetti terzi, così da non rendere possibile la creazione di DeepFake.

Insomma, rendere impossibile per l’intelligenza artificiale l’utilizzo di immagini di altri soggetti o il viso di persone reali potrebbe già consentire importanti passi avanti. Il tutto, chiaramente, con un sistema penale all’avanguardia in materia.

8 risposte a “Deepfake: Diritti, Libertà e Sanzioni ai Creatori”

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