Com’è ormai noto, in Italia è fatto divieto (o comunque vengono ritenuti nulli) i contratti relativi alle obbligazioni matrimoniali e pre-divorzio tra i coniugi. Ebbene, questo è legato all’importanza sottesa al vincolo matrimoniale il quale deve mantenersi puro e, così, lontano dalla completa volontà delle parti.
Invero, la società ha ormai compiuto importanti cambiamenti, anche in tema di matrimonio e famiglia e, per tali ragioni, la Corte di Cassazione ha ritenuto ormai superate tali previsioni.
La decisione:
La Corte, con l’ordinanza n. 20415/2025 riconosce pienamente la legittimità degli accordi pre-divorzio, consentendo così alla coppia di regolare gli aspetti economici e riguardanti la prole, anche durante il matrimonio.
Di fatto, questa decisione contiene all’interno una svolta sociale molto importante. La famiglia, quel ristretto gruppo sociale che una volta veniva considerato sopra ogni cosa, viene oggi svuotato (seppur in piccola parte) della sua natura religiosa, rispondendo così alle necessità dell’evoluzione sociale.
Di fatto, i coniugi, in questo modo, diventano titolari di un nuovo diritto all’autodeterminazione, che consente loro di pianificare la gestione dei beni anche nell’ipotesi di un eventuale fallimento matrimoniale, senza dover attendere l’intervento del giudice e senza subire una battaglia legale a suon di ricorsi e avvocati.
Il motivo:
Gli Ermellini sono riusciti a cambiare decenni di Giurisprudenza contraria grazie ad una differente lettura tecnica dell’accordo,
La Corte ha infatti inteso tali accordi “contratti atipici con condizione sospensiva lecita”, rendendo questi ultimi quindi totalmente leciti anche nella disciplina familiare. Infatti, il nostro ordinamento consente a chiunque di stipulare contratti che contengano interessi meritevoli di tutela (art. 1322 c.c.). A tal proposito, la Cassazione ha ritenuto meritevoli di tutela gli interessi economici e familiari inseriti all’interno di suddetti accordi.
A maggior ragione, inoltre, questo contratto diventa efficace solo al verificarsi di un evento futuro ed incerto, la separazione ed il divorzio e, quindi, in presenza di una condizione sospensiva. Ed è qui che la Corte ha fatto leva per modificare l’orientamento giurisprudenziale.
E infatti, essendo l’accordo legato alla condizione sospensiva, non è il divorzio causa dell’accordo, bensì è l’evento, futuro ed incerto, che ne determina l’operatività. I coniugi, infatti, non firmano per divorziare, bensì per regolare tale evento di un futuro ipotetico.
Conclusione:
Questa decisione risulta importantissima per l’autonomia dei coniugi all’interno del matrimonio. Naturalmente, esistono dei limiti: i diritti indisponibili restano intoccabili. Su tutte le questioni che riguardano il benessere e l’interesse dei minori, ad esempio, il giudice continua ad avere un ruolo fondamentale di controllo e garanzia. Di fatto, questa decisione apre la strada alla possibilità, futura, di redigere validi accordi pre-matrimoniali.




Lascia un commento